IL REPARTO

L’U.O. di Chirurgia Toracica del “V. Fazzi” continua a distinguersi a livello nazionale per la sua eccellenza.

Recenti pubblicazioni su “Sole 24 ore”, sul sito dell’AGENAS e sul primo motore di ricerca Italiano che si interessa dell’eccellenza di cure in Italia hanno preso in considerazione le diverse Unità Operative ospedaliere, esaminando alcuni indici  che stabiliscono l’efficienza e affidabilità dei reparti ospedalieri. Per quanto riguarda le chirurgie, è stato esaminato, oltre ad altri standard qualitativi, l’indice di mortalità post-operatorio entro 30 giorni dall’intervento rapportato all’attività complessiva del reparto. Ebbene, la Chirurgia Toracica del Fazzi è risultata avere il più basso indice di mortalità in tutta Italia e risulta superiore agli standard internazionali di cura (fonte www.doveecomemicuro.it).   

L’U.O.C. è diretta dal dott. Gaetano Di Rienzo e composta da altri sei chirurghi toracici: Corrado Surrente, Gaetano Greco, Camillo Lopez, Anna Lucia Urgese, Giovanna Imbriglio e Luigi Andriolo.
La struttura è dotata di 20 posti letto e sono assegnati 14 Infermieri.

L’U.O. è situata al terzo piano del monoblocco principale dell’Ospedale “V. Fazzi”; si articola in una Segreteria (stanza della Capo-Sala), a disposizione per ogni informazione, un ambulatorio per visite, una sala di Endoscopia Toracica. Nella zona riservata alla degenza, è collocata l’Infermeria dove sostano gli Infermieri per rispondere agevolmente alle richieste dei Pazienti deambulanti e allettati. Nell’ambito del reparto una stanza è riservata ai Pazienti operati, dove vengono sottoposti a monitoraggio continuo.
Oltre al Chirurgo di guardia, due Chirurghi Toracici sono disponibili 24 ore su 24. Tutti i locali sono dotati di condizionamento d’aria. La Sala Operatoria si trova al piano Rialzato, all’interno del I° Gruppo Operatorio.
Nell’ambito di una generale ristrutturazione  dell’Ospedale, è stato già approvato un progetto riguardante l’U.O. di Chirurgia Toracica, che consentirà un miglioramento degli standards di ospitalità e una migliore razionalizzazione degli spazi.

Mediamente,  si eseguono all’anno  450 interventi di chirurgia toracica in anestesia generale, circa 900 ricoveri,   400 broncoscopie diagnostiche e  100 ago biopsie polmonari TAC guidate.

La maggior parte degli interventi eseguiti sono di resezione polmonare per neoplasie, patologia che negli ultimi anni ha visto un certo incremento nella nostra area. E’ da considerare che questo reparto è l’unico dell’area salentina e vi convergono anche un discreto numero di pazienti provenienti dalle Province di Brindisi e Taranto.

Oltre alle neoplasie polmonari, si eseguono interventi sulla trachea (ad esempio stenosi tracheali post-traumatiche in seguito a traumi della strada), tiroide, area cervico-mediastinica, mediastino (tumori del timo e altro, anche in chirurgia mini-invasiva), parete toracica.

I traumi del torace, conseguenti soprattutto a incidenti stradali o altro,  rappresentano inoltre circa il 20% dei ricoveri nella Chirurgia Toracica di Lecce. Alcuni di questi necessitano di interventi di urgenza, anche in collaborazione multidisciplinare con altre UU.OO. presenti nel nostro ospedale (Ortopedia, Chirurgia generale, Chirurgia Plastica, Neurochirurgia,Cardiochirurgia, Otorinolaringoiatria).

I tumori polmonari rappresentano una parte centrale della nostra attività. Già in una fase diagnostica, presso il nostro reparto si eseguono broncoscopie, ago aspirati dei linfonodi mediastinici (TBNA) in anestesia locale, ago biopsie TAC-guidate in collaborazione con la Radiologia. I prelievi vengono esaminati dall’Anatomia Patologica del  Fazzi, che è in grado di eseguire un panel completo di esami, compresa la immunoistochimica e la biologia molecolare. Lo studio dei Pazienti si completa poi con la TAC e la PET/TAC total body, eseguita presso l’U.O. di Medicina Nucleare del Fazzi.

Dal 2006, assolutamente primi in Puglia e fra i primi in Italia, abbiamo organizzato il gruppo multidisciplinare della LUNG UNIT, che consiste in un gruppo di specialisti dell’Ospedale Fazzi, composto da chirurghi toracici, oncologi, radioterapisti, anatomo-patologi e radiologi. Questo gruppo si riunisce a cadenza settimanale e discute i vari casi che giungono alla nostra osservazione, pianificando il percorso diagnostico-terapeutico, dando appuntamenti precisi al Paziente per il prosieguo dell’iter.

Il tumore del polmone è una patologia seria, che impegna il Paziente per tutto il resto della sua vita e che necessita di un approccio multidisciplinare e, contestualmente, di una assistenza e vicinanza costante da parte delle strutture sanitarie. Bisogna sfatare l’opinione  che il Paziente affetto da tumore polmonare sia una persona condannata a morire. Questo non è assolutamente vero. E’ certamente importante fare una diagnosi precoce, perché i tumori al I° stadio sono quelli che, opportunamente trattati con la chirurgia, danno percentuali di guarigione fino all’80% dei casi. Man mano che la malattia sale di stadio, cioè è più avanzata, diminuiscono le possibilità di guarigione. In questi casi, comunque, la Chirurgia Toracica, l’Oncologia,  la Radioterapia e la Terapia Antalgica aiutano a migliorare la qualità di vita dei pazienti.

In questi ultimi anni stiamo assistendo ad un progressivo incremento dei casi di tumore polmonare che vengono scoperti quando la malattia è allo stadio iniziale. Ciò è essenzialmente dovuto al fatto che i Pazienti si sottopongono con maggiore frequenza ad esami di routine (radiografie e TAC del torace) anche per patologie diverse, che scoprono casualmente la presenza di un nodulo polmonare sospetto. C’è anche una maggiore attenzione da parte dei Medici di base, rispetto a qualche decennio fa.

Questo trend è confermato dalla constatazione che, ormai da 3-4 anni, il 60% circa degli interventi di chirurgia toracica per tumori polmonari eseguiti al Fazzi sono tumori allo stadio iniziale.
Per questi tumori, nel mondo si è andata sviluppando la tecnica chirurgica della VATS lobectomia (VATS è l'acronimo di Video Assisted Thoracic Surgery, chirurgia toracica video assistita), o chirurgia videotoracoscopica, che è l’equivalente della chirurgia video laparoscopica per l’addome e per altre branche chirurgiche. Questa tecnica è generalmente  indicata per l’asportazione di un lobo polmonare per tumori (o altre patologie, anche benigne, per esempio processi infiammatori che coinvolgono un intero lobo polmonare) in stadio iniziale. La tecnica utilizzata al Fazzi consiste in due incisioni (una di 4 cm, l’altra di 2 cm), senza uso del divaricatore costale, attraverso le quali si inseriscono una telecamera e tutti gli altri strumenti (forbici, suturatrici meccaniche, pinze da presa, ecc….) che consentono di condurre l’intervento, al termine del quale il lobo asportato viene inserito in un sacchetto  ed estratto dal torace del Paziente. Il tutto con l’assistenza continua dell’Anestesista, indispensabile perché il polmone deve essere immobile durante l’intervento, e quindi occorre una tecnica anestesiologica particolare.

Il vantaggio per il Paziente è notevole, perché il dolore post-operatorio è notevolmente ridotto rispetto alla tecnica tradizionale (cosiddetta a cielo aperto, che necessita del divaricatore costale). E’ il divaricatore costale che provoca, allargando le coste e stirando i nervi intercostali, un dolore intenso spesso insopportabile che necessita di notevoli quantità di farmaci antidolorifici. I pazienti che noi operiamo in VATS il pomeriggio successivo all’intervento si alzano e sospendono l’infusione di morfina. Mediamente il 3°-4° giorno dopo l’intervento, si rimuove il tubo di drenaggio e si va a casa. Questo decorso post-operatorio così migliorato fa si che si può allargare l’indicazione chirurgica anche a Pazienti che nel passato, anche recente, non venivano operati per ragioni funzionali o per l’età. Recentemente abbiamo operato di VATS lobectomia del lobo superiore del polmone destro un Paziente di 90 anni (!).

La nostra U.O. è l’unica in Puglia ad eseguire routinariamente questo tipo di intervento mini-invasivo (da Maggio 2012 a Marzo 2016 ne abbiamo eseguiti 267); siamo attualmente quarti in Italia (preceduti solo da Padova, Genova e Monaldi di Napoli).

E’ bene sottolineare che la Chirurgia Toracica è una branca della chirurgia molto impegnativa, per il Paziente e per il Chirurgo, perché frequentemente ci si deve confrontare con casi di malattia localmente avanzata nel torace che sono chirurgicamente più complessi. Questi sono i casi in cui purtroppo le speranze di vita per il Paziente sono ridotte, anche con terapie associate come la chemioterapia e la radioterapia. Inoltre vi sono casi in cui l’intervento chirurgico, pur indicato, presenta anche rischi mortali, per situazioni intra-operatorie talora imprevedibili. Questo per sottolineare l’impegno e la grande dedizione che questa patologia richiede per la struttura sanitaria. Per il Paziente è come affrontare una vita ex-novo: dal momento della notizia della malattia, la consapevolezza di un evento che cambia la propria vita impegna in modo talvolta drammatico. E’ sempre necessaria una grande forza d’animo, un grande supporto familiare e assistenziale.

I Pazienti operati in Chirurgia Toracica vengono ospitati nel periodo post-operatorio, mediamente per 1-2 giorni, in un ambiente dedicato al monitoraggio post-operatorio, dove vengono monitorati continuamente tutti i parametri vitali (elettrocardiogramma, saturazione di ossigeno ematico, pressione arteriosa, diuresi, perdite ematiche dal drenaggio). I monitor sono dotati di allarmi visivi ed acustici e sono collegati all’Office dove sostano gli Infermieri che controllano continuamente i parametri. Solo in alcuni casi particolari, di solito per Pazienti che presentano situazioni cardio-respiratorie al limite e quindi con importanti rischi nel post-operatorio, i  Pazienti vengono accolti nel reparto di Terapia  Intensiva.

Dal 2004  abbiamo organizzato 11 Convegni nazionali, con partecipazione di medici e chirurghi da tutta Italia ed Europa, e nel 2014-2015 quattro  Corsi di VATS lobectomia, cui hanno partecipato 120 chirurghi provenienti da Italia ed Europa, e in cui la nostra équipe ha operato direttamente i Pazienti  confrontandosi con altri chirurghi e con l’audience dei discenti.

 La nostra attività è riconosciuta e apprezzata in campo nazionale e questo è testimoniato dal crescente numero di inviti a relazionare in Congressi in tutta Italia.

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